C’è una sfida che i Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026, ormai alle porte, potrebbero raccogliere. Se ne fanno involontarie portavoce le due mascotte, Tina e Milo: sono due ermellini, una ha il manto bianco l’altro marrone, espressione della biodiversità montana ma anche delle inesorabili conseguenze della crisi climatica sugli ecosistemi alpini. Il mondo dei ricercatori, preoccupato per le sorti del mustelide, coglie l’occasione per iniziare una campagna di protezione.
La richiesta è che si sostengano Università e Parchi per “testare e migliorare i metodi di monitoraggio del piccolo mustelide e dare continuità alle campagne di raccolta dati già in atto”. Tali dati però sono al momento insufficienti e si sospetta che vi sia una riduzione della popolazione di ermellini per colpa della la crisi climatica.
Infatti l’ermellino, a causa della muta che lo rende bianco prima della stagione invernale, può sopravvivere solo dove ci sia una buona copertura nevosa per alcuni mesi l’anno. Il cambiamento climatico sta riducendo drammaticamente questo periodo e costringerà l’ermellino a migrare verso quote più elevate, dove troverà sempre meno prede di cui cibarsi. Nel contempo il suo manto bianco lo renderà facilmente riconoscibile ai predatori in un ambiente dove non c’è neve..
Inoltre habitat potenziale è stato sottratto anche dalla costruzione di resort e impianti sciistici ad alta quota e in questo senso il contributo del Comitato Olimpico e magari anche degli sponsor ufficiali, potrebbe diventare una sorta di parziale risarcimento al rischio che gli ermellini corrono sempre di più su tutto l’arco alpino.
Il ricercatore Marco Granata, dottorando in ecologia all’Università di Torino, è da oltre tre anni protagonista di una ricerca sul campo nelle Alpi Marittime l’ Ermlin Project, in collaborazione con il Parco del Monviso e sta valutando il rischio di estinzione dell’ermellino sulle Alpi nei prossimi decenni.
Marco Granata si adopera anche per divulgare i risultati della sua ricerca e far conoscere queste specie al grande pubblico, attraverso articoli, serate e contenuti sui social.